Vasco Rossi, da oggi al cinema “Questa storia qua”, il film sulla sua vita

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 Ormai Vasco Rossi è l’argomento del giorno, per un verso o per un altro, lui c’è sempre, vuoi i clippini, o le sue condizioni di salute, le sue dichiarazioni che non piacciono proprio a tutti, talvolta vengono fraintese, o girate come più aggrada, dipende da chi le legge o le commenta. L’ultima riguardava la dichiarazione secondo cui se Vasco Rossi dovesse ammalarsi di tumore, rifiuterebbe le cure e partirebbe per i Caraibi. Anche in questo caso ognuno ha detto la sua, gli oncologi si sono scatenati. Dopo la scottante dichiarazione: “Di Marjiuana non è mai morto nessuno” sembra che il Codacons abbia chiesto alla Polizia Postale di oscurare la pagina Facebook di Vasco Rossi, non è un buon esempio, tuonano.

Insomma, su Vasco Rossi si potrebbe scrivere un romanzo, in epoca moderna, invece, si gira un film documentario sulla sua vita, a realizzarlo sono stati Sibylle Righetti e Alessandro Paris, Questa Storia Qua è il titolo ed è stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia il 5 settembre, lui non ha potuto essere presente per i motivi di salute che tutti noi conosciamo, ma ha mandato un messaggio di presentazione.

Da oggi, invece, il film è in tutte le sale cinematografiche italiane, distributo da Lucky Red. Gli autori del progetto hanno spiegato con l’occasione che portare a termine il progetto non è stato facile, in tutto nel film ci saranno quindici canzone dal repertorio più classsico di Vasco Rossi al nuovo singolo “I Soliti” scritto proprio per il documentario Questa Storia Qua.

Materiale assolutamente inedito, la vita di Vasco Rossi vista attraverso le parole della madre, della tata, passando dai suoi amici d’infanzia: “Zocca è il luogo che ha influenzato tutta la sua musica. Non avevo visto raccontare il Vasco che conoscevo io e mi sembrava giusto che lui e suo pubblico si riappropriassero di quel patrimonio culturale. Il materiale di repertorio e’ stato gelosamente conservato dagli amici, che si sentivano anche in dovere di proteggerlo. C’è voluto un po’ per convincerli, ma quando hanno capito che il nostro progetto non era legato al mito di Vasco ma ai suoi legami affettivi hanno detto subito sì”.

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