Morgan, a proposito di Vasco Rossi, è permaloso e sentenzia sullo squallore delle dimissioni da rocker

di Blogger 7

 Non sembra ancora placarsi la querelle a distanza fra Morgan e Vasco Rossi. A cominciare è stato Morgan che, in occasione della presentazione del film sulla vita di Jim Morrison, di cui lui è la voce italiana, aveva detto la sua su Vasco Rossi dichiarando che lo considerava morto a 27 anni, musicalmente si intende, come il cantante e poeta statunitense, da tutti rimpianto a distanza di 40 anni dalla sua morte. Succede che Vasco Rossi gli risponde a tono dichiarando che a Morgan non è mai successo di riempire lo Stadio San Siro di Milano come sa fare lui.

Due cantanti che rappresentano, ognuno a modo proprio, la musica d’autore italiano, si stanno duramente scontrando attraverso la stampa, quando forse sarebbe meglio uno scontro di persona, chissà che non riescano a chiarire una volta per tutte i loro punti di vista. Morgan, nel confermare la sua presenza ad X Factor 5 con Simona Ventura, non perde occasione per tornare sul discorso Vasco Rossi: “E’ permaloso perché io l’ho paragonato al gotha dei grandi cantanti. Doveva sentirsi onorato e non deriso”.

Ma non finisce qui, dice la sua anche sulle dichiarazioni di Vasco Rossi a proposito della sue dimissioni da rock star, Morgan commenta: Trovo la frase un po’ infelice, intanto non c’è la carriera della rockstar ma la vita della rockstar. E poi uno che lo dice di sé è abbastanza squallido” e si azzarda anche a definire il rock di questi ultimi anni scadente e provinciale.

E certo, a Morgan non è andata giù neanche quella dichiarazione degli stadi che Vasco Rossi riempie e lui no, in qualche modo ammette quella che è poi una realtà, ma continua a punzecchiare il rocker: “A San Siro c’è un rombo pazzesco. Io faccio concerti nei teatri come il Petruzzelli, la Fenice e La Scala, non so se lui li ha fatti. A me interessa la musica non il rombo”.

Pensate che finisca tutto qui? Sicuramente no, se consideriamo che Vasco Rossi nei due live romani è riuscito a far andare allo Stadio Olimpico 130 mila persone in due serate, secondo voi, non dirà nulla?

Commenti (7)

  1. anche moccia vende milioni di libri ma non stiamo qui a considerarlo uno scrittore

  2. Due ignoranti entrambi… Bella musica (soprattutto vasco) ma uno che dichiara “di essere cocainomane e laltro che è sempre ubriaco e drogato e che ha la presunzione di dire che le leggi per l alcol alla guida sono una vergona non si meritano di avere tt queste pubblicità

  3. Due bambini che si litigano la merenda; quello più grande (di età) si difende dicendo che se la merita “perché è bravo”, il secondo si disegna come buon frequentatore di oratori…Certo è che il primo ha scelto la via più semplice per la notorietà:

    L’essere “commerciale” come si suol dire.

  4. cosa ci si può aspettare da uno che ha bisogno di parteciapre a uno show per farsi pubblicità. questo è solo un modo, a mio avviso molto infelice, per far parlare di se, invece di perdere tempo a punzecchiare LA ROCKSTAR italiana per eccellenza (e nn mi venite a dire ke nn è così perkè sarebbe un’ipocrisia), potrebbe lavorare di più come cantante e magari riempire anche lui 4 volte san siro di fila….!!…
    VASCO PER TUTTA LA VITA

  5. rockstar??? ma vasco non lo è mai stata!!! la musica che fa lui non la possiamo chiamare rock!! preferisco gente come ELIO E LE STORIE TESE che sono dei bravissimi musicisti che uno come vasco che canta( va BE CANTA è UNA PAROLA GROSSA) solo per far soldi!! vai negli Stati Uniti e kiedi se conoscono vasco??? ti diranno che non sanno nemmeno k sia!!!

  6. bella musica vasco una bella sega. 4 accordi, 2 frasi senza senso e si crede Dio. ma morisse impiccato!

  7. e in ogni caso ”il rock italiano” è un affare di nicchia che non riesce ad emergere. mai avuti noi personaggi globalmente di rilievo come pink floyd e led zeppelin. e quelli che potrebbero significare la svolta, vengono repressi dal basso commercio musicale italiano.

    Qui tutto è sulla scia di quel che il berlusconismo ha imposto con i suoi standar mediocri. gli italiani hanno voluto confarsi a questo: risultato è musica e arte mediocre che tende al ripetitivo e al vuoto. il massimo che riusciamo a declamare è il solito amore perduto che ci avrebbe anche stancato.
    gli artisti ( soprattutto anglosassoni ) che parlano di stati d’angoscia, malattie mentali, limiti fisici di realtà immaginarie vengono qui scartati per far spazio al solito valerio scanu di turno che inneggia all’amore nei laghi.

    la musica italiana è morta negli anni 70!

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