Afterhours – La storia della band

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 Afterhours La storia della band – Gli Afterhours esordiscono nel 1990 con l’ album During Christine’s Sleep che lascia già intendere il talento rock del gruppo milanese.
Grazie all’ influente rivista americana Alternative Press che lo segnala come disco del mese, gli Afterhours vengono invitati a rappresentare l’ Italia al New Music Seminar di New York.
Da allora è un susseguirsi di successi. Nel 1993 esce l’ album Pop Kills Your Soul.
Nel 1995 il gruppo pubblica Germi, il primo interamente cantato in lingua italiana. L’ album contiene i semi della filosofia Afterhours: melodia e rumore, cut-up nei testi, sperimentazione pop e ironia.
Nel 1997 è la volta di Hai Paura del Buio, 19 canzoni nelle quali sviluppano completamente il teorema After: marchiare con la loro personalità e il loro suono la ballata rock. La produzione artistica di Manuel Agnelli, cantante e chitarrista del gruppo (che ha prodotto i primi due album di Cristina Dona’, e gli esordi di Pitch e Scisma), si spinge alla ricerca di interpretazioni sonore poco convenzionali nel pop.

Nel 1999 pubblicano il disco Non è per sempre e alla fine dell’ estate 2000, viene distribuito in tutte le librerie e negozi di dischi, il libro Il meraviglioso tubetto di Manuel Agnelli.

Nel 2001 esce il live Siam tre piccoli porcellin. E nel 2002 Quello che non c’è, piazzatosi in pochi giorni, alla quarta posizione della classifica ufficiale di vendita. Le soddisfazioni personali, di critica e di pubblico sono in continua crescita.
L’ album Ballate per piccole iene, anticipato dall’ emissione dei maggiori network italiani del singolo Ballata per la mia piccola iena viene pubblicato nel 2005 e entra dopo solamente una settimana nella classifica dei dischi più venduti in Italia, in seconda posizione.

Tra il 2007 e il 2008 gli Afterhours si ritirano in studio per la realizzazione de I Milanesi Ammazzano il Sabato, disco che segna il passaggio alla Universal, dopo aver pubblicato i dischi precedenti con la casa discografica Mescal.
Alla realizzazione dell’ album hanno preso parte ospiti quali Greg Dulli (Twilight Singers, Gutter Twins), Stef Kamil Carlens (dEus, Zita Swoon), Brian Ritchie (Violent Femmes), Cesare Malfatti (La Crus, Amor Fou) e John Parish (P.J. Harvey), che appare anche in veste di co-produttore di alcuni brani.

Il video degli Afterhours – Quello che non c’è:

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