Lucio Dalla: le dichiarazioni di Gaetano Curreri

di isayblog4 Commenta

Gaetano Curreri è nato artisticamente grazie a Lucio Dalla, lui come tutti non ha molte parole per descrivere cosa prova dopo aver sentito questa terribile notizia. Un lutto per il mondo della musica, un grande vuoto che ha lasciato l’artista, ma soprattutto l’uomo. Lucio, come sarà ricordato, quel personaggio istrionico che cantava la sua Bologna, l’amore, l’amicizia, tutto questo era Lucio. Adriano Celentano ha scritto una lettera in cui ha detto che il mondo senza lui sarà più buio, Gianni Morandi ha perso soprattutto un amico.

Persino il Presidente della Repubblico lo ha ricordato, e non poteva essere diversamente. Sono tanti i personaggi del mondo della musica, e non solo, che lo hanno ricordato oggi, anche i palinsesti televisivi sono cambiati per poterlo ricordare.

Solo poche parole per Gaetano Curreri:

“In questo momento non sono sconvolto ma addolorato, perchè ho perso un amico, un maestro, un punto di riferimento nella musica come nella vita. Oggi io, Giovanni Pezzoli, Fabio Liberatori, gli Stadio, tutti noi piangiamo un grande amico, un pezzo della nostra storia: 40 anni di dischi e concerti che non si potranno mai dimenticare. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere un grande uomo. Ero un ragazzo quando arrivai a suonare con Lucio, da lui era come andare a bottega dall’artigiano: non sapevo di essere un cantante, un autore – lo devo a Lucio – cosi come anche la nostra collaborazione con il poeta Roberto Roversi. Qui in casa ho il suo clarinetto, quello di “Banana Republic”, che mi regalò dopo la tournée e che ora è il ricordo di tante storie musicali che abbiamo vissuto con Lucio. Oggi, in un momento cosi, mi chiedo come si possa ricordarlo senza dire ovvietà…”

Non ci sono parole, è vero, di lui ci restano le tante canzoni, i giovani artisti in cui ha creduto, amava Marco Mengoni, con il quale ha fatto anche un duetto, Pierdavide Carone, con il quale ha partecipato al Festival di Sanremo. Piange per lui Mario Luzzato Fetzig che dice, un critico non dovrebbe farlo ma, in quarant’anni succede di amare anche chi si è criticato.

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