Zeffirelli vuole fare causa alla Scala di Milano

di Federica Guarneri Commenta

L’Aida di Franco Zeffirelli, realizzata per la prima volta nel 2006 al teatro La Scala di Milano, è stata venduta al teatro kazako e debutterà il 19 Novembre 2014. Il regista sembra non essere d’accordo con questa decisione e dichiara di non essere stato coinvolto nelle trattative e tanto meno interpellato per un parere a riguardo.

Nel turbine dei miei impegni di lavoro che mi accompagnano e suscitano in me, lo confesso, un naturale piacere che riempie il mio cuore, nonostante l’età, debbo però stare bene attento a quello che entra nei miei ricordi con soddisfazione e quello che, qualche volta, suscita il mio vivo disappunto. E’ il caso dell’infame e bestiale destino con cui la Scala ha gestito la mia ultima creazione di Aida nel 2006. Si trattava in effetti, e con tutta umiltà, della migliore produzione di questo capolavoro che abbia mai portato al pubblico e che ora è stata incredibilmente cacciata dal repertorio scaligero e venduta, non scherzo, al teatro di Astana in Kazakistan. Un destino purtroppo imprevisto perché questa vendita repentina ha trattato come merce avariata questo mio spettacolo che io reputo di grande valore e merito.

Queste le parole di Franco Zeffirelli, scritte all’interno di una lettera aperta per denunciare quella che secondo lui è stata una vendita scorretta e infame. La Scala dal canto suo replica dicendo che nella vendita dell’Aida al teatro kazako sono stati pienamente tutelati i diritti di Franco Zeffirelli e del costumista Maurizio Millenotti, i quali sono stati contattati dall’Astana Opera Theatre per accordarsi riguardo ad un corrispettivo.

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