Asaf Avidan: com’è cambiata la vita dopo il successo

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Sarà al Festival di Sanremo 2013 il 13 febbraio fra gli ospiti internazionali, i fan italiani li vedranno per la prima volta. Lo conferma lo stesso Asaf Avidan in una recente intervista. Israeliano, 32 anni, magrissimo e tatutato, da mesi è in classifica con ‘One Day – Reckoning Song’. Un vero trionfo da cento milioni di clic sul web ed è curioso sapere che il brano era stato presentato quattro anni fa con il gruppo dei Mojos.

Poi viene riarrangiato e Asaf Avidan diventa una star a livello mondiale. Il 15 gennaio uscirà ‘Different Pulses’, primo album da solista in cui farà sfoggio della sua particolare voce, a tratti metallica, a tratti infantile. Dopo il successo internazionale, confida il cantante, non è cambiato quasi nulla, la sua carriera è stata costruita con tanti sacrifici, continuerà per la sua strada, spiega, perchè non crede che ‘l’accettazione del pubblico debba influenzare l’attitudine dell’artista. Sarebbe l’inizio della fine’.

È tornato a casa da poco, il tour lo ha portato in giro per il mondo, la differenza, confessa Asaf Avidan, è che adesso potrà comprarsi una casa, anche se in Israele potrà rimanerci poco per i suoi fitti impegni di lavoro. Non si lamenta:

… volevo far conoscere la mia musica, ora non mi tiro indietro, anche se la vita on the road è durissima.

Racconta la curiosa storia di ‘Reckoning’, una ballata personale e disperata, Asaf Avidan lo definisce ‘uno di quei brani di cui un autore è geloso come di un figlio o di una fidanzata’. Il remix che è poi diventato un successo, non gli piaceva. Aveva dato l’ok non immaginando che avrebbe avuto questa risonanza e per evitare che gli dicessero ‘ma questo chi si crede di essere?.

La passione per la musica è nata sei anni fa, stava frequentando un corso di animazione a Gerusalemme. Arriva un punto morto della vita, perde tutto, lavoro, casa e fidanzata, aveva bisogno di venire fuori da questo momento difficile, così comincia a scrivere e cantare canzoni piene di angoscia. Per lui è stata una terapia, la musica non lo ha guarito, dice, ma lo ha purificato. Solo nei concerti riesce a esorcizzare ogni angoscia.

Cresciuto a Gerusalemme, Asaf Avidan ha deciso di trasferirsi a Tel Aviv, una capitale dinamica a differenza di Gerusalemme ‘un posto per conservatori, non per un ragazzo liberal e decisamente poco religioso come me. Come vuole la legge, Asaf Avidan ha svolto il servizio militare, aveva diciotto anni e non si sentiva affatto il tipo con valori ‘sono pronto a morire per il mio paese’, la sua aspirazione non era diventare ‘un soldato aggressivo e spietato’

Gli artisti che più hanno ispirato Asaf Avidan ci sono Leonard Cohen, Bob Dylan e Tom Waits che ha conosciuto grazie ai vinili di suo padre ed ancora amore a prima vista per i Nirvana. Oggi ascolta i blues di Robert Johnson e John Lee Hooker; il rock’n’roll di Elvis e dei primi Beatles; il rock di Radiohead e Kings Of Leon ma anche Chopin e Bach.

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