Solite bufale su Jovanotti in merito a fantomatici investimenti

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In questo periodo, dando uno sguardo ad alcuni post apparsi sui social, occorre analizzare ancora una volta le solite bufale su Jovanotti in merito a fantomatici investimenti che lo avrebbero coinvolto. Si tratta di un fenomeno ad ampio raggio che, di volta in volta, vede protagonisti VIP inconsapevoli, ai quali come se non bastasse si arreca un danno di immagine che troppo spesso viene sottovalutato. Proviamo, dunque, ad approfondire la questione una volta per tutte.

Jovanotti

Bufale finanziarie: un danno economico e reputazionale per l’intera collettività

Nel caso specifico, Jovanotti avrebbe dichiarato che, grazie ad un fantomatico “Bitcoin Billonaire”, ci si può arricchire rapidamente ed efficacemente, invitando i suoi fan ad imitarlo per “entrare a far parte dell’1% più ricco del mondo”. La scarsa informazione che vige sulle criptovalute, d’altronde, agevola il compito dei truffatori. E a farne le spese, spesso, è anche la reputazione degli operatori finanziari che agiscono nella legalità e forniscono utili consigli su come investire in bitcoin, dando un‘esaustiva informativa agli investitori su potenzialità e rischi di questo ricercatissimo strumento finanziario. I danni perpetrati da questi malintenzionati, quindi, sono molteplici. E oltre ai danni reputazionali che subiscono VIP e broker legali, colpiscono le tasche delle categorie più deboli. Quelle che per scarsa cultura incorrono in lapalissiani errori, inviando somme di denaro ai professionisti delle truffe.

Lorenzo Cherubini, però, è solo l’ultimo di una lunga serie di VIP che, loro malgrado, hanno inconsapevolmente prestato la loro immagine per operazioni truffaldine. La metodologia nella scelta del VIP è
particolarmente curata. Quando si puntò su Paolo Bonolis, ad esempio, si fece leva, oltre che sulla indubbia popolarità, sulle spiccate doti culturali e dialettiche che anche i suoi più acerrimi detrattori gli riconoscono. L’immagine di Diletta Leotta, com’è facilmente intuibile, fu sfruttata per attrarre “magneticamente” il mondo dell‘universo maschile, che la considera, oggi, una vera e propria “icona sexy“. Mentre la scelta di Barbara D’Urso era funzionale ad abbracciare il mondo delle massaie e casalinghe, da sempre prime fruitrici dei programmi dell’affascinante conduttrice partenopea. Ma la lista va ben oltre questi quattro nomi. E coinvolge anche influenti personalità del mondo culturale e politico italiano. Porre un freno a questo fenomeno, quindi, è una priorità per l’intera collettività, di cui i social devono essere partecipi. E non complici, come talvolta avviene, dei malintenzionati.

La speranze è che per Jovanotti e chiunque altro possano subentrare pratiche preventive in termini tech per evitare queste situazioni in futuro.

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