Negramaro, il nuovo singolo Sei Tu La Mia Città – testo

di Federica Guarneri Commenta

Sei tu la mia città è il titolo del nuovo singolo dei Negramaro, uscito improvvisamente in rete, con grande sorpresa dei fan, già primo nella classifica dei singoli più venduti su iTunes. Oggi vi mostriamo il video anteprima con la presentazione fatta dalla band ed il testo integrale del singolo.

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“Finalmente possiamo urlarlo insieme: Sei tu la mia città.” Con quest frase, che accompagna l’anteprima del video, i Negramaro presentano la versione acustica di Sei tu la mia città, il brano che segna il ritorno sulla scena della nota band italiana. A seguire il testo integrale del nuovo singolo.

Sei tu la mia città – Negramaro
Testo in versione integrale

La strada si aggroviglia nei tuoi capelli

i lampioni che esplodono come fanali nei tuoi occhi

ha il cuore che sa di asfalto e di preghiere

e la macchine ti attraversano senza più guardare

e sciogliti i capelli nel fango solo se ci riesci

e allacciami i tuoi dubbi alle scarpe se poi tu non mi credi

se non mi credi

il cielo lo reggono ancora i miei difetti

le mani si incastrano e formano grattacieli

le scuse attaccale bene così non cadi

le unghie affilate resistono tagliando i vetri

e asciugami i pensieri col fiato degli ultimi alberi

accendimi di notte nel segno dei più bei ricordi

concedimi la pace dei treni senza più rimorchi

e montami negli occhi come un tram a fari spenti

investimi di luce se non mi vedi ancora in piedi

sei tu la mia città

sei tu la mia città che mi spaventa quando è sera

che mi addormenta la mattina

e mi ricorda di esser tanti

una sola in mezzo a tanti

quando hai voglia di sentire

quando c’è il brivido degli altri

perché sei tu la mia città

la mia città

le case che aprono le gambe agli sconosciuti

e le chiese sono bocche di donne coi fucili appesi

le fabbriche sono vecchi indiani che fanno segni

il fumo porta via con sé gli ultimi avanzi

nascondimi dagli altri son troppo comodi i tuoi denti

e sputami poi fuori quanto stenderai i tuoi panni

e lavami nel fiume se vorrai ancora indossarmi

e rimboccami le maniche quando pioverai dai muri

e soffiami sul mondo come quasi fossi vento

sei tu la mia città

sei tu la mia città che mi spaventa quando è sera

che mi addormenta la mattina

e mi ricorda di esser tanti

una sola in mezzo a tanti

quando hai voglia di sentire

quando c’è il brivido degli altri

perché sei tu la mia città

sei sempre solo la città

che si colora quando è sera

mentre i vicoli son neri

e ti ricordi solo allora

della tua vera natura

e hai bisogno un po’ di me

per sentirti meno sola

per sentirti una città

che resta sempre un poco accesa

sei tu la mia città

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