RENATO ZERO IN APPRENSIONE PER IL FIGLIO!

di Redazione Commenta

Seri guai giudiziari per Roberto Anselmo Fiacchini, il figlio adottivo del celebre cantante Renato Zero, finito nel mirino della magistratura per una vicenda di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie e delle due figlie minori. Come è facile immaginare, l’artista romano, è terribilmente scosso dalla vicenda!

Credit: foto tratta dal sito biografieonline.it

Figlio delle mie stagioni travagliate figlio mio

fiore profumato germogliato al sole dell’oblio…con che puntualità sei qui

come un miracolo sei qui

così ti accoglierò così

il figlio che voglio…

 

Queste le parole che Renato Zero ha scritto per l’indimenticabile canzone “Figlio”… parole di cuore perché lui, un figlio, lo ha sempre desiderato con tutte le sue forze e il sogno si è realizzato adottando il giovanissimo Anselmo. Figlio che ora lo mette di fronte a una dura prova: quella di stargli vicino, nonostante tutto! Roberto Anselmo Fiacchini, infatti, è finito nel mirino della magistratura per una vicenda di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie e delle due figlie minori. La coppia si era sposata nel 2004 e si era separata nel 2010. L’anno dopo Roberto Anselmo Fiacchini aveva ripreso il rapporto con la donna ma, essendo ricominciate le vessazioni, la relazione si era presto interrotta. Alla fine, Maria Emanuela Vernaglia, moglie dell’indagato, si era rivolta alla magistratura per denunciare «la minacciosa, abituale e violenta condotta» tenuta dal marito «soggetto a frequenti scoppi di ira ai danni propri e in presenza delle figlie conviventi che spesso si spaventavano» per i comportamenti del padre. Per il giudice Castaldo «i maltrattamenti sono iniziati nel settembre dello scorso anno, attraverso continue, perduranti e reiterate vessazioni di ordine psicologico e fisico, rendendo penosa e intollerabile la convivenza alla moglie», vittima di ingiurie e aggressioni fisiche. Nell’ordinanza il giudice rileva come «sussista un concreto pericolo di recidiva avuto riguardo alla personalità dell’indagato, soggetto di indole irascibile con pulsioni violente che è solito maltrattare tutti i propri familiari creando un clima di forte apprensione se non di vera e propria paura all’interno delle mura domestiche». Il gip, su richiesta della procura, ha applicato quindi, nei confronti dell’uomo, l’allontanamento dalla dimora familiare, oltre al versamento di 2.000 euro al mese per mantenere la ex coniuge e le figlie.

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