ALLA PRESA DE… I BASTILLE!

di Redazione Commenta

Si chiamano così proprio perché sono “nati”, come band, proprio il 14 luglio, il giorno della presa della Bastiglia. Conosciamo ora più da vicino i Bastille, il gruppo inglese che ha scalato le classifiche inglesi e italiane. Una cosa è sicura: al suo leader, Dan Smith, il successo non ha dato alla testa: anche se tra poco la “sua” band suonerà con Matt Bellamy & Co.

Credit: immagine gentilmente concessa da Emi Music Italia

Non molto tempo fa, Dan Smith, confessava di non credere a quello che gli stava capitando, anzi: il venticinquenne leader dei Bastille (band rivelazione del 2013), dichiarava di non sentirsi una star, e che anzi non si sarebbe affatto stupito di trascorrere la prossima estate lavorando da McDonald’s.

Dan e i suoi tre compagni di viaggio (Chris Wood, Will Farquarson e Kyle Simmons), infatti, faranno da supporter ai Muse nelle prime quattro date del tour che parte il 22 maggio. Suoneranno con loro a Coventry (22/5), Londra (25 e 26 maggio) e infine a Manchester (1/6). Nessuna speranza però, al momento, di vederli sullo stesso palco di Matt Bellamy e soci anche nei concerti italiani di Torino (29 giugno) e Roma (6 luglio). Nel frattempo però spopolano nel nostro paese grazie a “Pompeii”(nata perché Dan è rimasto molto colpito dalla storia di qusta città travolta dall’eruzione del Vesuvio), da settimane uno dei brani più programmati dalle radio italiane, si sono concessi al nostro pubblico come attesissimi ospiti di “The Voice” e, il 30 agosto, saranno in concerto per l’unica tappa italiana del loro “Bad Blood Tour” a Villafranca di Verona per il “A Perfect Day Festival”.

Il gruppo ammette di star vivendo una situazione piacevolmente surreale. “Nessuno di noi si sarebbe mai sognato di arrivare a questo punto, anche perché il vero sogno realizzato è quello di fare musica: il resto è venuto da sé, e cerchiamo di affrontarlo con un po’ di distacco, altrimenti sono guai!”. Dan non fa mistero della sua passione per Dario Argento e David Lynch “Devo ringraziare amici più grandi che mi hanno fatto conoscere Dario Argento e Profondo Rosso, un capolavoro. Di Lynch, invece, amo veramente tutto”. Per quanto riguarda, invece, le sue icone musicali confessa che: “Da ragazzino ascoltavo di tutto, soprattutto dischi che trovavo in casa, appartenuti ai miei genitori e a mia sorella. Dai Beatles a Elton John, da Simon& Garfunkel a Cosby, Stills, Nash & Young, fino ai Fugees. L’importante è l’armonia: chi riesce a crearla componendo mi lascia sempre a bocca aperta”.

Il disco d’esordio “Bad Blood” è sicuramente uno dei lavori più apprezzati da critica e pubblico del momento… niente male per un gruppo che sperava di farsi ascoltare, almeno, dai vicini del quartiere…

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