Amy Winehouse, non è morta per droga, forse è stata astinenza

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 La notizia è fresca, Amy Winehouse non è morta per droga, questo dicono i risultati degli esami tossicologici effettuati sul corpo della cantante prematuramente scomparsa, a rivelarlo è stato il portavoce dell’artista già entrata nel mito della storia della musica internazionale. Le cause della prematura scomparsa, dunque, non sarebbero state né droga né alcol, per averne l’assoluta certezza bisognerà aspettare che l’autopsia sia definitivamente conclusa. Smontate dunque tutte le ipotesi che nel Club del 27 Amy Winehouse sia entrata per overdose, non aveva intenzione di morire, stava addirittura adottando una bambina.

Gli esami tossicologici sono stati effettuati su campioni organici prelevati dalla salma di Amy Winehoude, non sono state trovate tracce droghe o psicofarmaci, sono state invece trovate delle tracce di alcol nell’organismo, ma non sono tali da averne provocato il decesso.

“I risultati tossicologici consegnati dalle autorità alla famiglia Winehouse hanno confermato che non c’erano sostanze illegali nell’organismo di Amy al momento della sua morte. I risultati indicano che la quantità di alcol presente non avrebbe potuto determinarne il decesso. La famiglia ringrazia la polizia e il medico legale che stanno ancora effettuando indagini più approfondite e per tenerli informati durante tutti gli sviluppi della vicenda. Ora si attende l’esito dell’inchiesta sulla morte il prossimo 26 ottobre”, questa la nota diramata ufficialmente sulla morte di Amy Winehouse.

È passato un mese dalla scomparsa di Amy Winehouse, avvenuta il 23 luglio nella sua casa londinese di Camden Square, milioni di fan in tutto il mondo sono rimasti sconvolti dalla notizia arrivata improvvisa, così come improvvisa è stata la mani scoppiata per tutto quello che riguarda la cantante, il suo nome è il più cliccato su internet, il suoi dischi sono ai vertici delle classifiche di vendita, l’artista svedese Johan Andersson ha inaugurato alla stazione della metropolitana di Camden Town dove resterà esposto fino al 5 settembre, un ritratto di Amy Winehouse da lui dipinto.

Il giorno dopo la scomparsa era spuntato un misterioso testimone, un pusher dichiarava di aver accompagnato Amy Winehouse la sera della scomparsa a bordo di un taxi l’aveva aiutata a comprare la droga in tutta Londra. Di sicuro resta tutto ancora avvolto nel mistero, dalla perquisizione fatta a casa della cantante, non c’erano tracce né di alcol, né di droga. Proprio la sua casa ha subito un furto, rubando qualsiasi cosa ci fosse, Fred Perry lancia una linea di moda, Hollywood pensa a un film.

Tutto è ancora da scoprire, dalle parti di Londra le voci raccontano un’altra verità, potrebbe proprio essere stata l’astinenza a provocarne la morte di Amy Winehouse, il suo corpo potrebbe essersi ribellato alla mancanza di sostanze tossiche a cui era abituato.

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